nuovo report comparativo su industrie verdi e fossili

21 marzo 2025

Negli ultimi due anni, gli investimenti in energia pulita sono aumentati del 40% (IEA), stimolando una forte domanda da parte delle principali aziende energetiche per assumere un numero crescente di lavoratori nei settori delle energie rinnovabili. Questo trend è sostenuto da impegni internazionali, come quelli presi alla COP26 di Glasgow e nel quadro del Clean Energy Transition Partnership (CETP), che mirano a eliminare gradualmente il finanziamento pubblico ai progetti legati ai combustibili fossili, indirizzando tali risorse verso energie pulite e tecnologie verdi.
Anche i programmi di finanziamento delle clean tech (come il Green Deal Industrial Plan – GDIP in EU) mostrano come le economie globali stiano indirizzando sempre più le politiche di sviluppo in linea con le politiche del clima, cercando un posizionamento competitivo più vantaggioso. In questo contesto, il percorso di transizione energetica e trasformazione del modello di sviluppo risulta, quindi, obbligato.


I grandi investitori, e tra questi in particolare le Banche di Promozione Nazionale, svolgono un ruolo cruciale nel guidare le politiche verso la transizione energetica e la decarbonizzazione del sistema economico nazionale. Orientare l’azione di questi istituti in modo chiaro verso investimenti in linea con il processo di decarbonizzazione è, quindi, indispensabile per far sì che l’effetto leva degli investimenti pubblici abiliti in modo non ambiguo gli investimenti privati, coscienti del fatto che tale processo comporterà significativi trasformazioni economiche e sociali.


La valutazione del processo di transizione richiede, allora, una concreta mappatura che vada oltre gli impatti ambientali e gli impatti economici più immediati per comprendere anche parametri macroeconomici, come valore aggiunto e occupazione, e socioeconomici, come qualità del lavoro e salute delle comunità. È essenziale integrare quindi l’analisi costi-benefici con indicatori che
riflettano in modo più ampio gli impatti sociali diretti e indiretti; la loro valutazione dovrebbe essere effettuata ex-ante e integrata nell’istruttoria di ogni singolo progetto, affiancando le tradizionali
analisi rischio-ricavo.


In questo scenario, lo studio si propone di evidenziare i molteplici benefici che gli investimenti nelle industrie verdi possono produrre
rispetto ai parametri macroeconomici e socio economici citati precedentemente, in comparazione con le spese nell’industria fossile. L’obiettivo è influenzare la politica degli investitori indirizzandola verso il settore delle energie rinnovabili, evidenziando non solo gli impatti economici positivi, ma soprattutto i benefici sociali. Investire nel green non rappresenta solo una scelta 
sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche una strategia vantaggiosa per promuovere uno sviluppo economico e sociale inclusivo e duraturo.