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Il Progetto Re.Food
Re.Food è un programma multilaterale, nato sulla scia dell’impegno assunto dall’Italia durante il Food Systems Summit delle Nazioni Unite. Finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS), il progetto è sorretto da una complessa architettura istituzionale che unisce la diplomazia politica alla ricerca scientifica applicata.
La gestione tecnica, amministrativa e scientifica per il biennio 2025-2026 è affidata alla sinergia tra la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e il CIHEAM Bari, ai quali si affianca EStà – Economia e Sostenibilità.
La missione principale di questa coalizione è dare un supporto operativo alla Resilient Local Food Supply Chain Alliance (Alleanza RLFSC), co-progettando politiche agricole e urbane capaci di rendere i sistemi alimentari locali più giusti, efficienti e resistenti.
Gli obiettivi
Il progetto nasce per rispondere a crisi globali recenti, come la pandemia e le forti tensioni geopolitiche, che hanno messo a nudo la fragilità dei mercati globali e della produzione iper-industrializzata. Il progetto Re.Food rimette al centro il rapporto tra cibo e territori, dove il cibo riacquista il legame profondo con la terra e le comunità, valorizzando i piccoli produttori e tutelando la biodiversità locale.
I macro-risultati attesi sono:
- Rafforzamento istituzionale e delle capacità di advocacy dell’Alleanza RLFSC.
- Mappatura e sistematizzazione delle migliori pratiche di rilocalizzazione alimentare.
- Attuazione di 5 missioni esplorative in altrettanti paesi africani target, propedeutiche alla redazione di 5 piani d’azione territoriali, 2 progetti pilota correlati e la formazione specialistica di 10 esperti africani attraverso l’approccio dei Living labs, ponendo le basi per un futuro Osservatorio Africano.
Il ruolo di EStà
In questo progetto EStà mette a disposizione le proprie competenze nel ruolo di partner scientifico e metodologico di riferimento. Grazie al lavoro di ricerca-azione svolto in questi anni sulle politiche locali del cibo in grandi città italiane, possiamo fare da cerniera tra i diversi attori. Il nostro compito è facilitare processi, traducendo le grandi linee guida della cooperazione internazionale in strumenti pratici da usare sul campo. Ci poniamo quindi all’intersezione tra chi coordina scientificamente il progetto e chi riceve la formazione e l’assistenza tecnica, garantendo che ogni passo sia inclusivo, partecipato e non gerarchico.