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1 Aprile 2026

Presentazione del report “Allevamenti in Lombardia, anatomia di un eccesso”

Progetto “Allevamenti intensivi e sistemi alimentari sostenibili” nell’ambito della co-progettazione Agrieco 2.0 promossa da Fondazione Cariplo

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Presentazione del report in Cascina Cuccagna, a Milano

Il 31 marzo alle 18.00 circa quaranta persone tra rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, giornalisti e associazioni di settore hanno partecipato alla presentazione del rapporto di ricerca “Allevamenti intensivi in Lombardia, anatomia di un eccesso. Impatti, criticità e traiettorie di transizione”, realizzata su incarico di Legambiente Lombardia, Essere Animali e Terra!, nell’ambito della co-progettazione Agrieco 2.0, sostenuta da Fondazione Cariplo.

Elena Jachia, Direttrice Area Ambiente di Fondazione Cariplo, ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di disporre di dati chiari e accessibili su un settore caratterizzato da un impatto ambientale rilevante. La disponibilità di informazioni solide da un punto di vista scientifico, ha evidenziato, è fondamentale per orientare strumenti e politiche e supportare processi decisionali più consapevoli. In quest’ottica ha sottolineato l’apprezzamento per il Report in oggetto e per il progetto in generale anche per la necessità di coniugare visioni diverse di società civile, istituzioni e mondo scientifico sul tema.

Le principali evidenze emerse

Chiara Pirovano, socia di EStà e coordinatrice della pubblicazione, ha quindi illustrato le principali evidenze emerse. Il sistema zootecnico lombardo, in particolare nella Pianura Padana, presenta una concentrazione di capi bovini e suini superiore alla capacità di carico degli ecosistemi locali, con implicazioni rilevanti anche in termini di emissioni e impatti ambientali e sociali.

All’interno di questo contesto, le aziende di piccola e media dimensione incontrano crescenti difficoltà a operare in una filiera caratterizzata da economie di scala e competizione sui prezzi dove dominano le grandi strutture (con più di 500 capi allevati ciascuna) che crescono notevolmente negli ultimi 15 anni.

Il settore evidenzia inoltre una dipendenza significativa da input esterni, in particolare mangimi a base di mais e soia importati (autosufficienza mangimistica lombarda del 25% e 13% rispettivamente), che ne condiziona la stabilità economica.

I cambiamenti climatici stanno già incidendo sul sistema foraggero e produttivo della Pianura Padana, introducendo ulteriori elementi di criticità. Parallelamente, il benessere animale assume un ruolo crescente nel dibattito pubblico e nelle dinamiche di mercato, essendo una questione etica di rilevante interesse.

Si rilevano inoltre criticità legate al ricambio generazionale, alla qualità dei dati disponibili e all’efficacia degli strumenti di policy, inclusa la Politica Agricola Comune (PAC), nel sostenere processi di trasformazione del settore.

In questo quadro, la transizione verso modelli zootecnici agroecologici richiede interventi strutturati e integrati, che coinvolgano aspetti organizzativi, tecnici e agronomici, nonché il miglioramento dei sistemi di monitoraggio e valutazione.

Impatto Climatico e Ambientale

I dati del report delineano chiaramente un modello di zootecnia intensiva, con impatti significativi sulla sostenibilità ambientale e animale dei territori. Mentre le emissioni complessive della regione e quelle del settore zootecnico nazionale sono in calo, gli allevamenti lombardi mostrano un preoccupante +2,50% di emissioni di CO2eq  tra il 2014 e il 2021.
Oltre al clima, a soffrire è il territorio: in oltre la metà dei comuni della Pianura Padana (402 comuni), il carico di azoto derivante dai reflui zootecnici eccede il fabbisogno delle colture, causando gravi impatti sulla qualità dell’aria e delle acque. Tale situazione espone l’Italia e la regione a sanzioni europee per la violazione della Direttiva Nitrati, una normativa che ha come obiettivo la tutela delle acque superficiali e sotterranee dall’inquinamento da nitrati provenienti da fonti agricole (principalmente fertilizzanti ed effluenti zootecnici), e determina il rilascio di enormi quantità di ammoniaca gassosa, uno dei principali precursori della formazione di particolato ultrafine PM2.5 che ristagna nella pianura rendendola una delle aree con i più elevati livelli di questo inquinante atmosferico, in Europa.

Dopo la presentazione del Report, sono intervenute le tre Associazioni del progetto che hanno presentato le richieste di advocacy del progetto. Damiano Di Simine ha sottolineato l’importanza di una DOP economy lombarda molto più collegata al territorio, con una maggiore caratterizzazione del legame equilibrato tra animali allevati e dimensioni e caratteristiche di qualità del territorio. Federica Ferrario di Terra! ha ricordato la proposta di legge già depositata da molte Associazioni che sostiene l’importanza della pianificazione della transizione agroecologica del comparto zootecnico e le mozioni che i Comuni stanno adottando in tal senso. Chiara Caprio, di Essere Animali, capofila del progetto, ha sottolineato l’importanza del tema del rispetto del benessere animale (a partire dall’eliminazione delle gabbie) e ha ricordato come lo sfruttamento degli animali negli allevamenti sia spesso associato allo sfruttamento delle persone che lavorano in queste strutture.

Scarica il report nella sezione Pubblicazioni del nostro sito.

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