Contesto e obiettivi
Il rapporto è stato redatto nell’ambito del progetto europeo #AfriFOODlinks, che mira a rafforzare la governance dei sistemi alimentari urbani in varie città africane ed europee. In questo contesto, EStà ha sviluppato una metodologia Living Lab per stimolare processi partecipativi e innovazione aperta. L’esperienza di Lusaka si concentra sulla creazione di un Food Systems Desk all’interno del Consiglio comunale di Lusaka: un ufficio centrale per coordinare le iniziative alimentari, superare la frammentazione e promuovere una visione condivisa a lungo termine.

Perché Lusaka
La capitale dello Zambia è stata scelta come laboratorio pilota per affrontare sfide cruciali: mancanza di coordinamento tra i progetti esistenti, carenze infrastrutturali, disponibilità limitata di dati affidabili e necessità di una maggiore partecipazione sociale. Gli obiettivi includono il rafforzamento del Consiglio per la politica alimentare, lo sviluppo di strategie sostenibili e la creazione di sinergie tra attori locali, nazionali e internazionali.
Metodologia e attori coinvolti
La metodologia sviluppata da EStà si articola in cinque fasi: esplorazione, coinvolgimento, progettazione, incontro, feedback e follow-up. Si basa su inclusività, dialogo, fiducia e continuità, con l’obiettivo di costruire soluzioni condivise e durature. A Lusaka, gli attori coinvolti includevano istituzioni (Consiglio comunale, ministeri, uffici distrettuali), il mondo accademico (Università dello Zambia), le organizzazioni della società civile (CSO-SUN, CTDT, Hivos, Zambia Land Alliance, ecc.), le agenzie internazionali (FAO, GIZ) e il settore privato (Loctaguna Organics, Agriconnect). Hanno partecipato in totale 35 persone, in rappresentanza del modello a quadrupla elica.

Attività principali
Il workshop è stato suddiviso in due parti principali:
- Capacity building: EStà ha presentato il tema dell’istituzionalizzazione delle politiche alimentari, con esempi tratti da Milano, Torino e Roma. È emersa l’importanza di riconoscere il cibo come un diritto, creare uffici e mandati specifici, coinvolgere attivamente la società civile e integrare le strategie alimentari in politiche urbane più ampie (salute, clima, pianificazione).
- Attività di gruppo: utilizzando la metafora della “ricetta perfetta”, i partecipanti hanno identificato gli ingredienti chiave per la governance alimentare: superare i vincoli politici e di risorse, sostenere gli agricoltori, coinvolgere diversi livelli di stakeholder, valorizzare le conoscenze locali, ridurre gli sprechi, garantire la trasparenza dei dati, educare i cittadini e promuovere lo scambio di conoscenze.
