Earth Day Med 2026
Dal 18 al 22 aprile, a Palermo, si è svolta la 15° edizione dell’Earth Day Med Festival: un’occasione per promuovere i temi della sostenibilità e del clima alla scala del Mediterraneo presso il grande pubblico, promossa daa Promosso da Fondazione Studio Rizoma, in collaborazione con EStà, ECCO think tank, Heinrich-Böll-Stiftung Paris, France | Italia, Università degli studi di Palermo.
La giornata finale ha visto EStà protagonista di un workshop operativo presso il Teatro Garibaldi, volto a trasformare la ricerca scientifica sul tema della povertà alimentare in azioni di governance territoriale: un momento di progettazione partecipata per affrontare la sfida con approccio partecipato e sistemico.
In qualità di co-organizzatore del Festival, EStà ha strutturato l’evento con un obiettivo preciso: coniugare la disseminazione dei dati alla dimensione del dialogo locale. Il punto di partenza è stata la presentazione del report sulla povertà alimentare realizzato per la fondazione Heinrich-Böll-Stiftung.
La struttura del workshop: tre tavoli di lavoro
Il workshop ha riunito circa 30 persone tra rappresentanti del Comune di Palermo, piccole e medie imprese, esponenti del terzo settore tra cui Banco Alimentare e Croce Rossa, e delegati di alcune delle principali fondazioni attive nella regione, tra cui Fondazione con il Sud. I partecipanti sono stati suddivisi in tre tavoli di lavoro eterogenei per affrontare tre nodi metodologici:
- Mappatura delle vulnerabilità: l’analisi è partita dalle cause concrete che determinano l’insicurezza alimentare. È emerso chiaramente come il fenomeno sia influenzato da fattori esterni al solo sistema cibo, come l’incidenza del costo dell’affitto e la pressione economica sulle famiglie.
- Necessità e aspettative: ogni gruppo ha lavorato per isolare un massimo di tre necessità territoriali prioritarie e tre aspettative per il futuro. Questo esercizio di sintesi è servito a far emergere le urgenze reali per rendere più efficace il contrasto alla povertà.
- Proposte operative: l’ultima fase ha riguardato la proattività, chiedendo ai partecipanti di identificare azioni concrete che i propri organismi (pubblici o privati) possono mettere in campo in risposta alle necessità individuate.

Prospettive e follow-up
Il dialogo ha prodotto una serie di evidenze che confermano la complessità del fenomeno nel bacino del Mediterraneo, dove la crisi climatica si intreccia con fragilità socio-economiche preesistenti. Tra i risultati del workshop vi è senza dubbio l’ambizione degli attori coinvolti verso una governance collaborativa per gli interventi in risposta al delicato tema della povertà alimentare.
Il materiale raccolto è attualmente in fase di analisi e sarà la base per la produzione di un report di sintesi che verrà inviato a tutti i partecipanti e messo a disposizione degli stakeholder istituzionali. L’intento è quello di fornire una base tecnica solida per lo sviluppo di politiche integrate che sappiano gestire la transizione ecologica senza trascurare la giustizia sociale.
