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19 Giugno 2026

EStà al Master in Local Food Policies

Il modulo di EStà

Hybrid Master in Local Food Policy

Partecipare per trasformare

Per una settimana intensa di lavoro, confronto e sperimentazione, il Master in Local Food Policies promosso da CIHEAM Bari e dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è diventato un laboratorio internazionale dedicato a una delle domande più rilevanti per il futuro dei sistemi alimentari: come costruire politiche del cibo capaci di coinvolgere realmente i territori e i loro attori?

In questa edizione, EStà – Economia e Sostenibilità ha contribuito al percorso formativo grazie alla docenza congiunta di Andrea Calori PhD, Bianca Minotti PhD e Francesca La Rocca, portando in aula anni di esperienza maturata nella progettazione e nell’accompagnamento di processi partecipativi, food policy urbane, Living Labs e percorsi di governance territoriale in Italia e all’estero.

Imparare facendo

Il modulo curato da EStà è stato costruito attorno a un principio semplice: i processi partecipativi non si imparano soltanto studiandoli. Per questo motivo le lezioni frontali del mattino sono state costantemente affiancate da attività laboratoriali pomeridiane nelle quali i partecipanti hanno sperimentato direttamente strumenti e metodologie utilizzati nei progetti reali. La classe ha lavorato su:

  • mappatura e analisi degli stakeholder;
  • identificazione di interessi, conflitti e relazioni di potere;
  • progettazione di workshop partecipativi;
  • costruzione di percorsi di coinvolgimento multi-attore;
  • utilizzo di tecniche visuali e collaborative;
  • elaborazione di schemi di Teoria del Cambiamento;
  • simulazione di processi di co-creazione tipici dei Living Labs.

L’obiettivo non era soltanto comprendere gli strumenti, ma ragionare criticamente sulle condizioni che rendono possibile una partecipazione autentica e trasformativa.

Le attività hanno portato gli studenti a progettare e facilitare veri e propri workshop simulati, mettendosi nei panni di amministratori pubblici, agricoltori, associazioni, cittadini e altri attori dei sistemi alimentari locali.

Il valore aggiunto di una classe internazionale

L’esperienza è stata arricchita dalla presenza di una classe interamente internazionale.

I partecipanti provenivano da Palestina, Tunisia, Libano, Ghana, Etiopia, Kenya, Brasile, Messico, Canada, Australia, Stati Uniti e Italia. Questa diversità ha trasformato ogni esercitazione in un confronto tra contesti molto differenti: sistemi alimentari urbani e rurali, situazioni di conflitto, economie emergenti, città in rapida crescita, territori caratterizzati da forte vulnerabilità climatica o da consolidate tradizioni agricole.

Ogni discussione ha così assunto una dimensione globale pur rimanendo ancorata ai problemi concreti affrontati quotidianamente dai partecipanti nei rispettivi contesti professionali.

Il valore delle relazioni

Nell’esperienza maturata da EStà in molti anni di lavoro su politiche alimentari, processi partecipativi e governance territoriale, emerge con chiarezza un elemento spesso sottovalutato: le food policy sono innanzitutto processi relazionali.
Per quanto importanti siano gli strumenti tecnici, i documenti strategici e i piani d’azione, la loro efficacia dipende in larga misura dalla capacità di costruire fiducia, dialogo e collaborazione tra attori che spesso rappresentano interessi, linguaggi e priorità molto differenti. Agricoltori, amministrazioni pubbliche, imprese, associazioni, università e cittadini difficilmente condividono fin dall’inizio una visione comune; questa va costruita nel tempo attraverso occasioni di confronto, ascolto reciproco e lavoro condiviso.
Per questo motivo, nei percorsi partecipativi che EStà progetta e facilita, viene attribuita grande importanza non solo ai momenti formali di lavoro, ma anche a tutte quelle occasioni che favoriscono la conoscenza reciproca, la costruzione di fiducia e la nascita di relazioni durature. L’esperienza sul campo mostra infatti che la qualità delle relazioni tra gli attori rappresenta spesso uno dei fattori decisivi per la riuscita e la sostenibilità delle politiche del cibo nel lungo periodo.

Imparare dai fallimenti

Tra gli aspetti che hanno generato maggiore interesse vi è stata la discussione sulle “bad practices”. Nella letteratura e nelle pratiche di policy si tende spesso a raccontare le esperienze di successo. Molto più raramente si analizzano gli errori, i conflitti irrisolti o i processi che non hanno prodotto i risultati attesi.

Durante il modulo abbiamo invece dedicato ampio spazio alle lezioni apprese dai casi problematici, alle difficoltà incontrate nei percorsi di governance alimentare e alle strategie sviluppate per affrontarle.

“Often times, the bigger the mistake, the bigger the lesson.”

Una riflessione che riassume bene un approccio che EStà considera fondamentale: affrontare i sistemi complessi con spirito critico, capacità di adattamento e disponibilità a mettere continuamente in discussione le proprie pratiche.

Oltre l’aula

I messaggi ricevuti dagli studenti al termine del modulo restituiscono forse il risultato più importante della settimana: la costruzione di una comunità internazionale di professionisti, ricercatori e practitioner che continueranno a confrontarsi sui temi delle politiche alimentari anche oltre il percorso formativo.

Per EStà, partecipare al Master significa proprio questo: contribuire a formare una nuova generazione di professionisti delle Local Food Policies capaci di coniugare rigore analitico, sensibilità territoriale, capacità di facilitazione e apprendimento continuo dalle pratiche reali.

Uno degli elementi distintivi del Master è la collaborazione tra due istituzioni che affrontano il tema alimentare da prospettive complementari.

Da un lato l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, con la sua attenzione ai sistemi del cibo, alle filiere, ai territori e alle relazioni tra produzione e consumo. Dall’altro il CIHEAM Bari, da decenni impegnato sui temi dello sviluppo rurale, della cooperazione internazionale e delle trasformazioni dei sistemi agroalimentari nel Mediterraneo e in Africa.

L’incontro tra queste due prospettive permette di affrontare le Local Food Policies nella loro complessità, superando visioni settoriali e costruendo una lettura integrata delle dimensioni ambientali, sociali, economiche e istituzionali che caratterizzano i sistemi alimentari contemporanei.