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15 Luglio 2026

Come cambia la food governance in Italia: territori, attori e politiche

Osservatorio Food Policy

Mappate 71 politiche locali del cibo in Italia

Insieme a CIHEAM Bari abbiamo mappato 71 politiche locali del cibo in Italia. I risultati, pubblicati sulla prestigiosa rivista Frontiers, svelano il ruolo cruciale delle città medie e la progressiva istituzionalizzazione della Food Governance.

In Italia è in atto un vero e proprio “movimento” per la transizione del cibo, un mosaico di iniziative locali che sta ridisegnando il rapporto tra città, territori e sistemi alimentari. Ma chi sono i veri protagonisti di questo cambiamento? Quali sono gli impatti più perseguiti e come si stanno muovendo le pubbliche amministrazioni?

A queste domande risponde il nostro ultimo studio, intitolato “Mapping the diversity of Italian governance practices for food systems transformation: evidence from cities and territories”, appena pubblicato in Open Access sulla prestigiosa rivista internazionale Frontiers in Sustainable Cities.

La ricerca, condotta dal nostro team di EStà – Economia e Sostenibilità (con le firme di Chiara Bergonzini, Andrea Calori e Bianca Minotti) in collaborazione con il CIHEAM Bari (Simona Giordano, Francesca Volpe, Nicole Defli e Damiano Petruzzella), rappresenta un traguardo importante per la comprensione delle politiche locali del cibo nel nostro Paese.


Dalle schede dell’Osservatorio alla meta-analisi nazionale

Il lavoro è nato nell’ambito del progetto OnFoodsAtlas (finanziato dal PNRR). Inizialmente, il nostro obiettivo era mappare e redigere schede informative dettagliate per alimentare l’Osservatorio Nazionale delle Politiche Locali del Cibo (consultabile su www.osservatoriofoodpolicy.it). Tuttavia, ci siamo resi conto di avere tra le mani un database ricchissimo di informazioni. Abbiamo così deciso di effettuare una meta-analisi su 71 casi mappati, analizzandoli attraverso tre macro-lenti: la rappresentazione geografica, le dinamiche di governance e gli impatti attesi sui sistemi alimentari.

In verde Atlanti locali, in giallo Atlanti futuri. Da osservatoriofoodpolicy.it

I tre messaggi chiave della ricerca

Il paper mette in luce dinamiche profonde e, in parte, inaspettate sulla Food Governance (FG) in Italia:

  • Il ruolo delle città medie: sebbene casi internazionali come la Food Policy di Milano (anche grazie al Milan Urban Food Policy Pact – MUFPP) attirino storicamente la maggior parte dell’attenzione scientifica e mediatica, la transizione italiana si gioca anche altrove. Sono anche le città di medie dimensioni e le coalizioni di piccoli comuni a trainare il cambiamento sul territorio nazionale, dimostrando una straordinaria vitalità e capacità di innovazione, come dimostrano i casi virtuosi di Andria (Andria Food Policy Hub), Bergamo e Trento (Nutrire Trento).
  • Una governance multilivello (ma guidata dal pubblico e dal civile): i Comuni si confermano attori cardine, figurando come capofila dei progetti nel 44,3% dei casi analizzati. Subito dietro, però, emerge il ruolo insostituibile del Terzo Settore (21,4%), segno che la transizione alimentare italiana ha una forte impronta partecipativa e parte dal basso.
  • Il cibo entra nelle agende politiche: c’è un trend nettamente positivo verso l’istituzionalizzazione di queste pratiche. Il cibo non è più solo un tema settoriale o d’emergenza, ma viene progressivamente integrato in piani strategici più ampi, in primis quelli legati allo sviluppo locale sostenibile (33,8% dei casi) e a piani alimentari specifici (27,7%).

Gli impatti: salute, ambiente e cittadinanza attiva

Dall’analisi degli obiettivi emerge che le pratiche mappate mirano soprattutto a modificare i modelli di consumo, tutelare la salute dei cittadini e promuovere la sostenibilità ambientale (con forte focus sugli SDG 2, 11, 12 e 13 delle Nazioni Unite). Non a caso, le categorie d’azione del MUFPP più sollecitate – oltre alla Governance stessa – riguardano le “Diete Sostenibili e la Nutrizione” (62%), spesso attraverso la leva delle mense scolastiche e dell’educazione alimentare.

I prossimi passi: la ricerca qualitativa

Come ogni mappatura di processi in corso, è destinata a evolvere. Per questo l’Osservatorio Nazionale ospita uno strumento di crowd-mapping che consente a nuove realtà di segnalarsi. Inoltre, per andare oltre i dati formali dei documenti amministrativi, il team di ricerca ha già condotto 33 interviste qualitative approfondite. L’obiettivo è esplorare gli ostacoli reali che i territori affrontano ogni giorno: dalla discontinuità dei finanziamenti al rischio di battute d’arresto in caso di cambi politici, fino alla necessità di infrastrutture digitali e fisiche facilitanti.


L’articolo scientifico è disponibile gratuitamente in Open Access su Frontiers:

Leggi il paper completo

Esplora la mappa e le schede dei 71 casi sul sito dell’Osservatorio:

Osservatorio Food Policy